COLLEGAMENTO DIETA-ACNE

COLLEGAMENTO DIETA-ACNE

La pelle è il più grande organo del corpo. Fornisce la prima impressione circa le condizioni biologiche di un individuo, età e bellezza. La nutrizione può essere considerato un fattore chiave nella biologia, salute e bellezza della pelle.

Si crede da tempo che l’alimentazione possa influenzare il benessere generale della pelle e la salute in modo tale da predisporre all’insorgenza o alla ricorrenza di vari disturbi dermatologici; inoltre è legata alla loro patogenesi e manifestazioni cliniche.

L’acne vulgaris, più comunemente conosciuta come acne, è una patologia infiammatoria della pelle particolarmente frequente negli adolescenti e giovani adulti. L’acne ha effetti sulla qualità della vita determinando in alcuni casi vergogna e ritiro dalla vita sociale, ansia e depressione.

La patogenesi dell’acne è correlata a diversi fattori chiave: eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee, occlusione follicolare, iperproliferazione del batterio Propionobacterium acnes (P.acnes) e infiammazione. Gli ormoni androgeni e il fattore di crescita insulino simile (insulin-like growth factor, IGF-1) influenzano la produzione di sebo e sono implicati nello sviluppo dell’acne. Componenti addizionali come insulina, proteine leganti gli ormoni sessuali, proteina-1 legante elementi responsivi agli steroli e mediatori dell’infiammazione sono inoltre associati con lo sviluppo dell’acne.  Eccesso di androgeni, recettori attivanti la proliferazione perossisomica (PPAR) e infiammazione sono i principali meccanismi patogenici dell’acne.

L’acne viene definita come patologia dei paesi industrializzati al pari dell’obesità, diabete di tipo 2, cancro e malattie neurogenerative.

La tipica dieta occidentale, denominata WESTERN DIET, ricca di latte e latticini, di alimenti con alto indice glicemico e di alimenti con alta densità energetica, è stata associata ad attività acnegenica infatti sembra avere effetti sui livelli sierici di insulina e sui livelli di IGF-1.

L’insulina e IGF-1 sopprimono l’attività del fattore di trascrizione FoXO1 mentre insieme all’acido palmitico e agli amminoacidi attivano il complesso mTorc1, regolatore chiave dell’anabolismo e della lipogenesi.

Nella tabella sottostante sono indicati i componenti della dieta occidentale e i loro effetti metabolici che influiscono sullo sviluppo dell’acne.

Gli alimenti con un alto indice glicemico/carico glicemico in particolare producono iperglicemia, iperinsulinemia reattiva e aumentano la formazione del fattore di crescita  IGF-1 contribuendo così allo sviluppo dell’acne.

Diete a basso carico glicemico permettono un miglioramento della sintomatologia dell’acne.

 

Dopo 12 settimane di dieta a basso carico glicemico è stata osservata una grande riduzione del numero totale e dell’infiammazione delle lesioni. (Figura a lato). A, C, E rappresentano le condizioni di partenza di 3 soggetti diversi. B, D, F rappresentano i miglioramenti dopo il trattamento per 12 settimane. (Robyn N Smith et al. Am J Clin Nutr 2007;86:107-115)

 

Il latte e i latticini contengono diverse molecole, questo rende difficile distinguere quali di questi fattori possa avere effetti acnegenici. Il fattore ritenuto più importante è IGF in grado di determinare un aumento della glicemia e della risposta insulinica.

La dieta occidentale è inoltre caratterizzata da un maggior consumo di grassi saturi e grassi trans. In aggiunta è ridotto il consumo degli acidi grassi polinsaturi omega-3 a favore degli omega-6 con attività pro-infiammatoria. Gli acidi grassi omega-3 sembrerebbero ridurre la severità dell’acne attraverso la soppressione delle citochine infiammatorie e della produzione di leucotrieni. Anche le quantità di frutta e verdura, quindi di vitamine e antiossidanti, sono ridotte.

La DIETA IDEALE DEFINITA “ANTIACNE” dovrebbe prevedere il consumo di alimenti con basso carico glicemico, la riduzione del consumo di grassi saturi e grande consumo di cereali integrali, frutta e verdura. Il latte e latticini dovrebbero essere consumati con moderazione senza esagerare nella frequenza settimanale. È importante il consumo del pesce per il contenuto degli omega-3.

Lo stress in combinazione con una dieta ricca di alimenti processati e povera in fibre può causare alterazioni della motilità intestinale e del profilo del microbiota. La perdita del normale biofilm microbico (in particolare Bifidobacterium) causa permeabilità intestinale, invasione di endotossine (LPS) attraverso la barriera intestinale, il che a sua volta porta un basso grado di infiammazione, stress ossidativo e insulina resistenza. In coloro che sono geneticamente suscettibili all’acne, questa cascata di eventi aumenta la probabilità di eccessiva produzione di sebo, lo sviluppo in acne e il conseguente stress psicologico. Per questo anche la supplementazione orale di probiotici può avere un ruolo importante nella gestione dell’acne.

 

 

Dott.ssa Chiara Iengo
Studio di Nutrizione Dott. Styven Tamburo

Fonti:

Liakou A.I.,Liakou C.I. e Zouboulis C.C.(2012). Acne and nutrition. Handbook of diet, nutrition and the skin. Wageningen Academic Publishers. 25:415-422.

Melnik B.C.(2015). Linking diet to acne metabolomics, inflammation, and comedogenesis: an update. Clin Cosmet Investig Dermatol. 8:371-88.

Melnik B.C.(2012). Dietary intervention in acne. Attenuation of increased mTorc1 signaling promoted by Western Diet. Dermatoendocrinol.4:1,20-32.

Smith R.N. et al.(2007). A low-glycemic-load diet improves symptoms in acne vulgaris patientis: a randomized controlled trial. Am J Clin Nutr.86:107-15.

Reynolds R.C. et al. (2010). Effect of the glycemic index of carbohydrates on acne vulgaris. Nutrients. 2:1060-1072.

Burris J. et al.(2013). Acne: the role of medical nutrition therapy. J Acad Nutr Diet.113(3):416-30.

Bowe W.P e Logan A.C.(2011). Acne vulgaris, probiotics and the gut-brain-skin axis back to the future? Gut Pathogens. 3:1.

 

 

 

 

 

 

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